Elezioni parte 2…
L’analisi del voto, questa volta, non è così difficile:il centrodestra conta i suoi voti e li trova tutti, anzi qualcuno di più. Il centrosinistra conta i suoi voti e ne trova parecchi di meno, perché in tanti non sono andati a votare (…). Ma temo che la verità sia più radicale e perfino più severa: lo scollamento tra l’elettorato di sinistra e i suoi rappresentanti è pauroso. Dopo anni che in molti borbottano “ se continuate così non vi votiamo più”, questa volta lo hanno fatto. Perché, per quanto il rapporto con la politica sia meno ideologico, più pragmatico, quando si va a votare si cerca o si spera di potersi specchiare, almeno a tratti, nel proprio eletto. (…). La gente di sinistra chiede ai suoi capi di difendere i valori repubblicani ( laicità dello Stato, uguaglianza di diritti e doveri, dignità del lavoro) e di battersi per alcune opzioni politiche che segnano, eccome, la differenza con la destra. Ma l’establishement di sinistra, da qualche annetto, pare occupato soprattutto a discutere il proprio organigramma e a scannarsi sulle regole interne. Parla di se stesso, ossessivamente. E non gli rimane il tempo per parlare alla sua gente, e per ascoltarla.( Michele Serra, La Repubblica, 30/05/2007)
